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Durante le lezioni di baby nuoto è comune che vengano proposte le immersioni. In questo articolo vedremo in che modo proporle, cosa evitare affinché non risultino spiacevoli per il bambino, fino a che età è possibile inserire le immersioni guidate da genitore e insegnante e quando invece passare alle immersioni spontanee, ed infine la progressione didattica. Partiamo prima però dalla ragione per cui è così importante inserire le immersioni durante un corso di acquaticità neonatale da 0 a 3 anni.

Perché far fare le immersioni ai bambini fin da piccoli? 

L’immersione è il primo mezzo che permette al bambino di spostarsi in acqua con più facilità e, in caso di bisogno, di mettersi in sicurezza, raggiungendo un bordo o un appoggio da solo.  

Quando il bambino è molto piccolo è ancora vivo il ricordo della vita intrauterina in cui era completamente immerso nell’acqua.  

Nei primi mesi di vita inoltre è presente il riflesso automatico che  gli permette di non far entrare acqua nei polmoni quando immerge il viso. Se si inizia l’attività in piscina prima degli 8/10 mesi e molto più facile riattivarlo. 

Inoltre in questo periodo il bambino riflette prevalentemente le emozioni del genitore, quindi se il genitore gli propone qualcosa comunicandogli entusiasmo, lui la percepirà e la assocerà ad un’esperienza positiva. 

Come proporre le immersioni e cosa evitare

Le immersioni fine a se stesse, dove il genitore immerge il bambino e lo fa risalire come “puro esercizio”, fatte a modo di “stendi panni”, senza coinvolgerlo emotivamente, non servono a nulla, se non ad infastidirlo e ad innescare il rifiuto per andare sott’acqua! 

Le immersioni vanno sempre proposte in forma ludica e come mezzo per raggiungere un gioco, con la giusta progressione didattica.  

Immersioni guidate vs immersioni spontanee

Dopo i 10/12 mesi di età, soprattutto se il bambino ha imparato a camminare da solo ed è più autonomo, non accetta più che sia il genitore ad immergerlo… vuole essere lui a scegliere come e quando andare sott’acqua! 

Per lui le immersioni saranno la naturale conseguenza di un gesto motorio scelto volontariamente (scivolo, tuffi, spostamenti da una zona all’altra). 

A volte i bambini che iniziano l’attività in piscina dopo  l’anno di età possono impiegare molto tempo prima di accettare di mettere la testa sott’acqua. E’ probabile che accettino le immersioni solo dopo aver imparato a spostarsi da soli (anche dove non toccano) con la testa fuori. Quando si sentono sicuri di riuscire ad uscire da soli dall’acqua spontaneamente inizieranno a sperimentare anche di andare sott’acqua. 

Ecco perché iniziare con le immersioni fin dai primi mesi di vita è il modo migliore per farli star bene sott’acqua sin da subito ! 

Come far fare le immersioni ai bambini: la progressione didattica

Vediamo ora a livello pratico come proporre le immersioni fino ai 12 mesi, in quanto dall’anno in poi saranno immersioni spontanee da parte del bambino (per approfondire cosa fare con i bimbi più grandi clicca qui). Per imparare dal vivo come far fare le immersioni vi consigliamo il nostro corso di formazione primo livello nuoto baby 0-3 anni, aperto sia ad istruttori nuoto che genitori.

  1. Fare il gioco del vento: inserisco tutti i passaggi tali per cui il bambino quando sta per immergersi sia già in apnea. Affinché ciò avvenga è necessario inserire un piccolo sali-scendi e soffiare a livello bocca-naso del bambino. Come reazione automatica involontaria il bambino chiuderà l’epiglottide, il segnale che ciò sia avvenuto è che il bambino chiuderà un attimo gli occhi dopo il soffio. Durante il gioco del vento non si immerge il bambino in acqua, ma si sperimenta semplicemente il movimento.
  2. Ripetere il gioco del vento ma immergendo il bambino
  3. Aumentare il tempo e la distanza in cui il bambino rimane in apnea
  4. Tolgliere il soffio
  5. Lasciare il bambino per qualche secondo sott’acqua staccando le mani
  6. Inserire le immersioni consecutive
  7. Proporre tutte le immersioni anche verso il bordo o maniglione in modo tale che il bambino provi ad aggrapparsi da solo appena fuoriesce dall’acqua (fondamentale per la prevenzione dell’annegamento)

Guarda il video qui sotto per vedere la progressione delle immersioni:

Ultimi accorgimenti per far amare l’acqua

Durante una lezione consigliamo di non superare le tre immersioni quando vengono fatte dal genitore o dall’insegnante. Viceversa dall’anno in poi, quando è il bambino a scegliere di immergersi spontaneamente, questo limite non esiste più in quanto è una libera scelta del bambino quella di andare sott’acqua. Per i bambini sopra l’anno di età vi consigliamo questo articolo sulle strategie per favorire questa scelta.

Iniziare un corso a quattro mesi con i bambini è sicuramente il momento ideale affinché un bambino accetti di immergersi sott’acqua, se le immersioni vengono proposte in modo giocoso e con tanto di gratificazioni da parte del genitore. I bambini a questa età vengono contagiati dall’emozione del genitore, per cui è importante che il genitore sia rilassato e tranquillo, senza ansie, quando le propone. Anzi, quello che è da trasmettere al bambino è che fare le immersioni è divertente (attraverso il tono di voce e l’espressione del viso) e che grazie ad essa si raggiunge un giochino bellissimo!